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- L'invasione dei robot dal sol levante
- Quartiere Giapponese 2010
- Torino Games 2010
- Star Wars Fest 2010: Felix Silla
- Star Wars Fest 2010: Matthew Wood
- Star Wars Fest 2010: Mary Oyaya
- Mostre 2010: Le trame di Frezzato e Cerruti
- Bonelli: Una nuova sfida
- Ospiti 2010: Massimo Soumaré
- Convenzioni di Torino Comics 2010
- Intervista a Lucio Parrillo
- La conferenza stampa di Torino Comics
- Intervista a Maurizio Manzieri
- L'annullo filatelico delle Poste Italiane
- Ospiti 2010: Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora
- Novità 2010: Tributo a Termite Bianca
- Cronaca di Topolinia a Torino Comics 2010
- Novità 2010: Corrado Mastantuono – the Art of
- Ospiti 2010: Patrizio Evangelisti
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- Ospiti 2010: Maurizio Manzieri
- Novità 2010: Ryo Kanai – the Art of
- Ospiti 2010: Ryo Kanai
- Ospiti 2010: Lucio Parrillo
- Premio Pietro Miccia: Pochi giorni alla scadenza
- Anche Torino Comics diventa 2.0!
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L'invasione dei robot dal sol levante

Quartiere Giapponese 2010

Torino Games 2010

Torino Games ha un nuovo responsabile
Permetteteci di presentarvi il nuovo responsabile dell'area Torino Games. Si chiama Gionata Dal Farra e lo potrete riconoscere perché in fiera sarà tra i più indaffarati. Sulle spalle ha una ricca esperienza nella realizzazione di eventi, di rilevanza nazionale e internazionale, fieristici o semplicemente di gioco organizzato per la maggior parte delle aziende leader del settore, tra cui Wizards of the Coast e Upperdeck Entertainment. Non dubitiamo che saprà dare con la sua competenza e simpatia un valido apporto all'organizzazione di Torino Comics 2010. Benvenuto, Gionata!
Star Wars Fest 2010: Felix Silla

Star Wars Fest 2010: Matthew Wood

Star Wars Fest 2010: Mary Oyaya


Mostre 2010: Le trame di Frezzato e Cerruti

Bonelli: Una nuova sfida


Ospiti 2010: Massimo Soumaré

Convenzioni di Torino Comics 2010

Intervista a Lucio Parrillo

Ho iniziato goccia a goccia tanti anni fa. Ho fatto il mio primo viaggio a New York a 23 anni, avevo i soldi contati: i risparmi che avevo messo da parte con i vari lavori fatti in Italia. Non sono sempre stato un fumettista, diciamo che ho saputo arrangiarmi, tra le varie cose ho fatto tattoo
all'Hennè nei locali notturni, body painting, volantinaggio sui treni. Ho lavorato anche a scenografie per film e telenovela, che detto cosi sempra fico, ma in realtà facevo l'imbianchino sulle impalcature in una finta piazza, dipingendo finti marmi su finte facciate di un finto palazzo... dove gente finta recitava. Il fatto è che la pioggia era vera, il freddo anche: era inverno.
E poi stare al terzo piano di un palazzo a spennellare non era certo così appagante. Dato che le case editrici italiane in quel periodo erano davvero "stitiche" lavoravo poco ed ero pagato malissimo, ho deciso di investire le quattro lire messe da parte in un viaggio oltreoceano. Beh... ha funzionato! Anche se con grosse difficoltà, perché anche lì era dura, specie se non parlavi bene inglese. Mi sono fatto notare da varie case editrici indipendenti con cui ho cominciato a lavorare, e poi pian piano, reinvestendo i soldi messi da parte in altri viaggi alle varie fiere americane, ho iniziato a fare breccia nel muro dei grandi imperi editoriali. Non c'era Internet, o meglio c'era ma non lo usava nessuno... e le porte in faccia che ho preso sono state davvero tante!
Oggi è tutto troppo facile, tutto si sta globalizzando anche in questo campo e non ci sono grosse distinzioni tra qui e l'altra parte dell'oceano. Forse a dirla tutta di là girano piu' soldi e gli editori hanno più coraggio ad investire su autori e talenti nuovi, cosa che qui non fa quasi nessuno. E da noi manca il gusto del "collezionare": la maggior parte dei lettori legge i fumetti e li abbandona in giro, magari sul treno, o in bagno, senza capire che si tratta di opere d'arte, e che dietro c'è un artista che ha speso tempo e creatività per realizzare gli originali. Possono essere dipinti oppure inchiostrati, non importa la tecnica, restano opere d'arte e per quanto mi riguarda valgono molto di più di tanti quadri moderni, quelli che sembrano tavolozze sporche e che purtroppo si trovano nei musei (mentre quelli sì che dovrebbero stare nei bagni delle stazioni!).
Come ti sei rapportato a personaggi già celebri come Red Sonja, Hulk e tutti gli altri? Hai potuto metterci "del tuo" in qualche modo o eri molto imbrigliato?
Con Red Sonja mi hanno dato molto spazio e molta libertà. Ancora adesso realizzo le cover senza nessuna indicazione, mi danno al massimo una bozza dello script. Faccio tutto di testa mia e sono sempre contenti del risultato.
Mi trovo bene anche su Hulk e le altre storie supereroistiche, certo in alcuni casi magari non ho potuto dare sfogo totalmente alla mia creatività perché ci sono delle strutture e dei canoni che giustamente vanno rispettati, ma è stato e continua a essere un enorme piacere disegnare e dipingere personaggi come Hulk, Iron Man, Thor. Sono davvero divertenti da realizzare e le storie sono sempre d'azione, amo sopra ogni altra cosa dipingere gente in movimento, effetti speciali, scazzottate e battagli... e magari belle gnocche!
Quanto peso ha il colore in un tuo lavoro? Pensi che un uso abile del colore possa cambiare radicalmente l'effetto di un'illustrazione?
Il colore è fondamentale. Premetto che sono un grande appassionato di arte a 360 gradi, quindi non prediligo un genere in particolare: nel mio caso mi sono dedicato alla tecnica pittorica perché mi aiuta a far diventare tridimensionali i miei personaggi, ma apprezzo moltissimo autori che usando altre tecniche riescono a tirare fuori cose eccezionali.
Credo che il colore in genere dia quel qualcosa in più ad un disegno. Ormai non riesco più a lasciare in bianco e nero i miei lavori, mi sembrerebbero spenti.
Certo ammiro molto chi lavora in bianco e nero e con pochi segni e linee nette riesce a ottenere risultati grandiosi, ma nel mio caso preferisco vedere lo spessore delle pennellate sulla tela e quelle macchie di colore date a un corpo che, quasi in modo scultoreo, vengono fuori dal dipinto creado volume. Rimango ancora incantato quando vedo dal vivo un Caravaggio, o un Ciseri... al punto da stare ore ed ore a scansionare ogni centimetro quadrato della tela per capire come ottenevano quei passaggi e quelle pennellate.
La prima volta che ho visto "Il martirio dei Maccabei" di Antonio Ciseri nella Chiesa di Santa Felicita a Firenze sono rimasto scioccato al punto che mi sedevo lì davanti tre ore al giorno per una settimana e mi dovevano cacciare dalla chiesa all'ora di chiusura! Ancora adesso ci vado quasi ogni settimana a riguardarmelo: è uno dei capolavori dell'arte mondiale, più bello di tutti i tempi, e la cosa che mi fa rabbia è che non lo conosce nessuno, e nessuno mai me lo ha mai fatto studiare quando andavo a scuola o all'accademia di belle arti... è vergognoso!
La conferenza stampa di Torino Comics

Intervista a Maurizio Manzieri

Ogni artista ha le proprie regole, resta il fatto che per funzionare una copertina deve innanzitutto 'raccontare una storia', attirare l'occhio del lettore sullo scaffale, indurlo a tirare giù quel libro, a sfogliarlo, in definitiva deve collaborare con l'autore nel vendere la storia. Mi capita di sentire spesso di edizioni limitate di classici acquistate solamente per la copertina… In particolare in ambito fantastico, quando si è chiamati a dipingere qualcosa di surreale, che quindi non esiste sul piano reale dell'esistenza, la copertina traduce in immagini i concetti rivoluzionari che sottintendono una letteratura di idee.
Nel corso della mia carriera mi sono spesso ritrovato a esprimere in un colpo d'occhio un intero universo. Cerco di non svelare troppo, leggo e rileggo la storia, folgorato da una o due idee, poi lascio che immagine e testo della storia si nutrano reciprocamente. Credo che le migliori copertine siano quelle che restano impresse nel ricordo e che riescano a funzionare anche senza essere strettamente interconnesse alla storia di partenza.
Quali sono, se ci sono, le differenze sostanziali tra un'immagine di copertina e un'illustrazione interna di un libro?
In genere le illustrazioni interne arricchiscono il tessuto della storia, sono in bianco e nero e possono sfoggiare un grado di finitura minore rispetto all'illustrazione di copertina, pur mantenendo in ogni caso un livello qualitativo alto. Mi riferisco a opere letterarie standard: tutto dipende comunque dall'artista e dall'edizione perché non esistono in effetti regole di produzione esattamente definite. Da parte mia talvolta utilizzo per illustrazioni interne idee e bozzetti scartati durante la fase di selezione dell'immagine di copertina… ciò vuol dire che il mio atteggiamento è quello di sfornare subito una serie di possibili candidate alla posizione d'onore…
Qual è nella maggioranza dei casi il tuo approccio professionale per la realizzazione della copertina di un romanzo? Leggi il testo, ricevi direttive dall'editore?
Realizzando un'illustrazione, cerco di immedesimarmi nel lettore. Essendo io stesso fruitore di opere di letteratura fantastica, ho tanto ammirato i lavori di colleghi specializzati nel genere, ho inventato un mio stile, mi sono impegnato a produrre visioni che avevo piacere di vedere poi riprodotte in copertina. È un modo di ragionare extra-corporeo… ma funziona!
Il rapporto con l'editore si attiene a canoni universalmente diffusi nel campo dell'editoria internazionale. È fondamentale l'attenta lettura del manoscritto poiché il pubblico non perdona, in particolare quando viene stravolta l'iconografia di una serie. Se i dettagli della storia sono insufficienti, si arriva a interpellare lo stesso scrittore perché fornisca maggiori input. Di recente mi sono fatto mandare un'accurata descrizione di una spada e un personaggio proprio per evitare linciaggi. Evitare di barare è l'unico modo per acquisire un pubblico di proseliti… Nella fase iniziale si legge quindi la storia, si realizzano bozzetti in bianco e nero, o a colori, si discute attentamente circa la disposizione del lettering, cioè quella zona neutra da non arricchire troppo di dettagli in modo non vada in conflitto con i titoli in prima di copertina.
Quanto tempo impieghi in media per realizzare un'immagine?
Per un dipinto impiego da una a tre settimane, metà del tempo è occupato dalla presentazione di bozzetti, dalla ricerca di referenze e da feedback con autore ed editore su eventuali modifiche da effettuare. Può capitare che sia impegnato al lavoro su più opere contemporaneamente, oppure che un committente abbia un'esigenza immediata. Essere disponibili e precisi nelle consegne è sempre un ottimo biglietto da visita. Prima di accettare un incarico editoriale, ci sono una serie di domande di prassi che riguardano i termini dell'accordo, prezzo della commissione, contrattualistica, tempi e modalità di consegna. Nella maggior parte dei casi si lavora con grande anticipo sulla produzione, c'è molto tempo per organizzare l'agenda dello Studio…
C'è un'illustrazione realizzata nella tua carriera a cui sei legato in modo particolare? Hai voglia di raccontarci la sua storia?
In ogni illustrazione si può trovare qualcosa di me, ognuna di esse serba un ricordo, emozioni, l'occasione di visitare un universo parallelo scaturito dalle menti dei più avveniristici autori della letteratura fantastica. Mi è particolarmente cara la serie di illustrazioni realizzata per lo scrittore Tad Williams, ispirata alla sua saga Shadowmarch. Le illustrazioni, nate quasi per gioco all'inizio, furono opzionate per il suo sito, diventando in breve tempo così gettonate da procurarmi un Chesley Award, il premio conferito negli Stati Uniti da ASFA, l'Associazione degli Artisti di Fantascienza e Fantasy d'America. Le opere in nomination furono ben due e lo stesso Tad mi aveva scritto di aver appeso nel suo studio la gigantografia di una delle mie tavole. Resta solo da aggiungere che avevo letto tutto di questo autore, per cui la storia della mia interazione con lui in quel periodo mi entusiasmò a tal punto che sembrava stessi leggendo un'opera fantasy di cui ero io stesso il protagonista!
L'annullo filatelico delle Poste Italiane

Nel 2009 è a stata realizzata l'edizione celebrativa del quindicesimo anniversario, ora al centro dell'attenzione è l'edizione 2010 con una nuova immagine sempre della mascotte della manifestazione. Giorno clou sarà sabato 10 aprile, quando uno stand dell'ufficio postale presente in fiera timbrerà le cartoline originali, che potranno essere acquistate già dal venerdì, senza annullo, oppure anche domenica già con l'annullo celebrativo stampigliato, a rendere ancora più prestigioso il pezzo unico da collezione.
Ospiti 2010: Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora

Novità 2010: Tributo a Termite Bianca
Cronaca di Topolinia a Torino Comics 2010
Gabbia Dorata, Special Cartonato n . 2
Titolo: Drama
di
Gothic Special a colori n 2
Titolo: Fotografie
di
GOTHIC n. 3 -The Show Must Go On
di
ETERNOPOLIS n. 3 - Ritorno al passato
di Daniela Zaccagnino (testi), Elisa Falcone (disegni) e Marina Iovine (colori).
GLI SCORPIONI N 4 - L’eredità degli uomini
di
THAN DAI (3a serie) n. 2 - Nel nome del padre
di
CRONACA COMICS N 3 - Di Autori Vari
Guida Pratica al collezionismo 7
Infine saranno presentate le prestigiose litografie:
Portfolio n 1:
Portfolio n 2:
Portfolio n 3: Natascia Raffio Sei tavole firmate, ma non numerate, più una cartellina. Tiratura numeri arabi: 80 Formato: 400x600 Anno di pubblicazione: 2010 Prezzo: € 65

Novità 2010: Corrado Mastantuono – the Art of

Ospiti 2010: Patrizio Evangelisti

Ospiti 2010: Marco Bianchini

Ospiti 2010: Simone Bianchi

Ospiti 2010: Maurizio Manzieri

Novità 2010: Ryo Kanai – the Art of

Ospiti 2010: Ryo Kanai

Ospiti 2010: Lucio Parrillo

Premio Pietro Miccia: Pochi giorni alla scadenza

Anche Torino Comics diventa 2.0!
